La Provincia di Arezzo rilancia l’urgenza di far ripartire il progetto ferroviario del tratto Arezzo- Sansepolcro, che già dal 2010 fu inserito nel piano delle opere pubbliche del governo Berlusconi. Purtroppo gli amministratori che all’epoca erano al timone della Provincia di Arezzo, solo oggi si ricordano di farsi portatori di novità e di esigenze che stranamente per 11 anni non hanno mai sollecitato ai Governi che si sono succeduti nel tempo, e preferendo invece lasciare il progetto dormire nei cassetti. Il Piano fu approvato dal Governo Berlusconi con il seguente oggetto “Integrazione all’ atto aggiuntivo del 22 gennaio 2010 alla intesa generale quadro tra Governo e Regione Toscana per il congiunto coordinamento e la realizzazione delle infrastrutture strategiche con indicazione delle principali priorità” e fu promosso dai Ministri alle infrastrutture Altero Mattioli, all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e ai Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, ma ad oggi nulla si è concretizzato. Il Piano del Governo Berlusconi prevedeva testualmente :“Connessione ferroviaria Arezzo-Sansepolcro. Ancora oggi, si conferma la necessità di predisporre lo studio di fattibilità, di una nuova ferrovia di circa 20 Km che colleghi la stazione di Arezzo con la stazione di testata di F.C.U. a Sansepolcro. L’intervento consentirebbe di sviluppare sensibilmente le potenzialità di F.C.U., assicurando all’Umbria centro-settentrionale ed ai territori della Provincia di Arezzo collegamenti ferroviari rapidi con il sistema dell’Alta Velocità. Quest’opera si inserisce tra le esigenze del sistema ferroviario delle Regioni del Centro Italia -Toscana, Umbria, Marche e Lazio-, anche in relazione agli interventi di potenziamento e velocizzazione dell’arco ferroviario Roma-Orte-Terni-Foligno-Perugia-Terontola-Firenze, ed in particolare della linea Foligno-Terontola, che permetterebbero di dare concretezza al requisito di integrazione e complementarietà delle reti ferroviarie ad alta velocità con quelle convenzionali, nella prospettiva di un equilibrato sviluppo di entrambe.” La Provincia di Arezzo riporta quindi all’attenzione quel progetto, confermando l’urgenza di un collegamento ferroviario tra due territori importanti, quali Arezzo e Sansepolcro. L’intervento consentirebbe il collegamento di ampi territori della Provincia di Arezzo con il sistema nazionale di alta velocità. Il gruppo di lavoro dei tecnici della Provincia, Trasposto Pubblico Locale (TPL) e Viabilità, a seguito delle direttive del consigliere delegato Marco Morbidelli, sono da alcuni mesi al lavoro per aggiornare quel progetto per volontà della Presidente Silvia Chiassai  Martini e presto la Provincia ne discuterà con i comuni interessati per inviare al Governo come proposta da finanziare con il  recovery fund.  Un’occasione che il territorio aretino non può farsi scappare visto che le finalità del prossimo Recovery Plan sono in linea con questa realizzazione. L’Europa non potrà che apprezzare e adesso occorre realizzare la linea.  Il collegamento che esisteva tra Arezzo e Sansepolcro toccando molte frazioni e che ha fatto la storia della mobilità fra il capoluogo provinciale e la Valtiberina passando per Anghiari fino a congiungersi con la linea che da Città di Castello porta a Terni, non c’è più. Quella linea abbandonata per miopia e per decenni smantellata, oggi sarebbe servita a collegare zone svantaggiate per i trasporti, ma di grande significato turistico e culturale. Le vie di comunicazione sono da sempre state l’elemento principale dello sviluppo e del risparmio nel movimento delle merci. Il progetto di cui disponiamo prevede un nuovo tracciato, un collegamento ferroviario di soli 20Km che partendo da Arezzo ed in parte snodandosi in galleria, permette di raggiungere Sansepolcro in tempi brevi.  Dalle consultazioni coi sindaci e coi territori sarà possibile valutare accorgimenti e variazioni migliorative. Priorità assoluta ci appare oggi inserire la richiesta nel piano nazionale del recovery fund. Una linea fondamentale che contribuirà ad un rilancio sia dal punto di vista dei collegamenti brevi e sia come tratto di collegamento delle ramificazioni orizzontali del territorio nazionale come per esempio fino a Rimini. Si possono facilmente immaginare i ritorni per l’economia provinciale e aretina. Questa linea è l’ anello mancante di collegamento del territorio Toscano dell’Italia centrale che avrà per Arezzo sarà sicuramente una grande opportunità. Da quel lontano 2010, nessuno ha tramutato in fatti quel progetto ambizioso, ma la Presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini è determinata a rimetterlo in piedi, coinvolgendo la popolazione, imprese e tutto il territorio per non perdere il treno dei fondi europei necessari realizzare l’opera.

02/02/2021

“Se c’ è un soggetto istituzionale che è rimasto sconcertato dalle dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale Monni, è sicuramente la Provincia di Arezzo. Ho trovato imbarazzanti le sue dichiarazioni, non certo adeguate al ruolo che rappresenta e che invece di rispondere nel merito su Podere Rota, sposta

Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo dichiara :

“Un numero di telefono unico, da memorizzare facilmente nel proprio cellulare, per garantire un sostegno alle donne che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Basterà comporre il numero 3384706049 per essere accolte dall’altra parte da operatrici preparate e pronte ad intervenire per risolvere i problemi. La Provincia di Arezzo, infatti, in accordo con le referenti delle

La Presidente Silvia Chiassai Martini scrive a tutti i Sindaci della provincia in merito al ricorso presentato da Sei Toscana contro le delibere approvate dall’Assemblea dei Sindaci dell’Ato Toscana Sud e della Regione che autorizza il potenziamento dell’impianto di San Zeno.

“Occorre prendere una posizione forte sull’impugnazione di Sei Toscana sul riposizionamento dell’impianto di San Zeno che non tiene conto della volontà espressa della Regione e dai Sindaci sullo smaltimento dei rifiuti nei nostri territori – afferma Chiassai Martini - Nel caso in cui il TAR accolga questo ricorso presentato da Sei Toscana, si giustificherebbe l’ennesimo ampliamento di Podere Rota.

Per questo motivo, ho ritenuto doveroso che la Provincia, a tutela dell’interesse delle comunità e dei suoi territori, intervenga al fianco dei Comuni contro il ricorso promosso da SEI Toscana avverso l’ ATO Toscana sud, contrastando il tentativo di condizionare il potere decisionale delle amministrazioni comunali a vantaggio di logiche di business e di profitto dei gestori dei servizi, lontane dalla difesa dell’interesse pubblico.

Il progetto approvato dall’Assemblea dell’Ato Toscana prevede l’efficientamento del termovalorizzatore di San Zeno per il recupero energetico dei rifiuti, l’ampliamento della linea di compostaggio per la crescente domanda di smaltimento della raccolta differenziata, la realizzazione di un biodigestore anaerobico per l’estrazione di biometano dalla frazione organica della raccolta differenziata. Una prospettiva, questa, che garantisce un’alternativa alla cronica dipendenza dalla discarica, con tempistiche certe e atti concreti, permettendo l’autosufficienza di tutta la provincia di Arezzo e permettendo il contenimento dei costi e delle tariffe per una gestione ottimale del servizio.

La stessa Regione Toscana ha più volte invitato i Comuni a formulare proposte che rispettassero gli indirizzi indicati dal Piano regionale dei rifiuti, con l’obiettivo dell’autosufficienza impiantistica dei territori, ad oggi mai realizzata per l’area fiorentina che si serve per i 2/3 di Podere Rota, il conferimento residuale dei rifiuti nelle discariche e il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata. Obiettivi che trovano pieno riscontro nell’attuazione nel progetto di San Zeno che, una volta entrato a regime, sarà in grado di coprire l’intero fabbisogno di trattamento a recupero energetico della provincia aretina, limitando drasticamente l’utilizzo della discarica a circa 10 mila tonnellate all’anno.

Sei Toscana ha ritenuto questi provvedimenti “illegittimi e lesivi” del suo diritto a realizzare un presunto nuovo termovalorizzatore, di cui i Comuni non hanno mai avuto alcun riscontro o progetto in merito, insieme alla realizzazione di un nuovo biodigetore anaerobico, ubicato sempre nel sito Podere Rota, che ha già sollevato le proteste e il disaccordo della popolazione e dei consigli comunali del territorio valdarnese. L’unico progetto presentato in ambito impiantistico, è quello che CSAI Impianti- Valdarno Ambiente, facente parte della compagine societaria di Sei Toscana, ha presentato alla stampa inerente l’ampliamento del sito della discarica di Podere Rota, per altri 800mila metri cubi, in totale contrasto con il piano regionale dei rifiuti vigente che vieta l’ampliamento delle discariche esistenti o in esaurimento. Inoltre si va contro l’atto di indirizzo, presentato dal Comune di Montevarchi e votato a maggioranza dall’Assemblea dei Sindaci di Ato Toscana Sud che ha ritenuto, l’impianto di Podere Rota non più strategico, da chiudere e sostituire con l’utilizzo e l’efficientamento dell’impiantistica di San Zeno, che permetterà una drastica riduzione del ricorso al conferimento in discarica, in osservanza delle leggi vigenti e delle direttive europee in materia.

E’ altrettanto doveroso rimarcare che nel caso in cui la società Sei Toscana vincesse il ricorso presentato, si favorirebbe inevitabilmente l’ampliamento della discarica di Podere Rota, dopo 30 anni di sfruttamento intensivo del territorio, contro le direttive di Regione Toscana, Ato Toscana Sud, Provincia, e quindi contro la volontà di noi sindaci e cittadini. La novità di questa mattina, di una gravità sconvolgente, è il parere positivo della Regione Toscana al progetto presentato da CSI sull’ampliamento di Podere Rota andando contro le sue stesse direttive e la volontà dei Sindaci. Una vergogna istituzionale, una dimostrazione palese di non rispetto dei Sindaci, dei cittadini e di un agire in piena contraddizione con se stessa per fini non d’interesse dei territori”.

Colgo l’occasione della Festa del Patrono San Sebastiano, per rivolgere un ringraziamento a tutte le Forze dell'Ordine e alle Polizie Locali per il servizio svolto quotidianamente, in particolare al Corpo di Polizia Provinciale diretto dal Comandante Roberto Prestigiacomo per il costante impegno di presidio e di controllo del territorio, a garanzia della sicurezza dei cittadini. Un’azione puntuale portata

Garantire una scuola con ambienti sicuri e moderni è una priorità assoluta per la Presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini; una causa che sostiene anche come Vice Presidente Upi dove da tempo ha assunto la carica di responsabile per l’edilizia scolastica in rappresentanza di tutte le Province.

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